The first Liberty City Sightseeing

varese liberty tour

Tutte le domeniche LIBERTY TOUR Varese fino al 30 ottobre!!

Iscrizione obbligatoria: 348/7820329 - 0332/287146
libertytour@moranditour.it

 

Liberty Point Varese

Liberty Point Varese

Facendo un giro per le strade Varesine, a volte si riesce a percepire l’atmosfera che dominava nella Varese antica.
Oggi quell’atmosfera può essere rivissuta, grazie all’ambizioso progetto dell’Agenzia Morandi Tour.: abbiamo ideato il primo percorso di city sightseeing europeo dedicato all’Art Nouveau, il Varese Liberty Tour. Otto tappe da non perdere prima di lasciare il capoluogo, per un totale di circa due ore e mezza di tour a bordo di pullman di prima qualità. Passando tra i giardini di Palazzo Estense, Villa Recalcati, Il Palace Grand Hotel, Piazza Montegrappa, la funicolare del Sacro Monte, Villa Panza e una visita esclusiva al Birrificio Poretti e alla cioccolateria Lindt. Il Liberty Tour non si limita alla visita e alla scoperta dei luoghi, ma offre la possibilità di “incontrare” il Liberty anche a tavola, in quanto, da bravi italiani, i ristoratori varesini si sono impegnati a creare piatti come la Pizza Liberty, opera della pizzeria Piedigrotta, e il gelato Liberty. Insomma, un’esperienza che si vive davvero a 360°.

Itinerario Varese Liberty tour

 

 

1 - Varese Rail Station FFSS

1 - Varese Rail Station FFSS

 

Benvenuti a Varese, sei molto fortunato, il tuo Liberty Tour sta per iniziare !
Puoi arrivare alla Stazione FFSS di Varese dalla Stazione di Milano oppure dalla fermata di Rho Fiera EXPO.
Un fantastico bus Liberty ti sta aspettando.
È molto facile da trovare: appena fuori dalla stazione è l’unico pullman  con magiche immagini Liberty, e con il logo “VARESE LIBERTY TOUR”.

 

Welcome in Varese, you are very lucky, your liberty tour is starting !
You can reach the Train Station from Milano or From Rho Fiera EXPO train stop.
A fantastic liberty bus is waiting for you.
It is very easy to find it: just outside the station is the only coach with magic liberty images, and with the "VARESE LIBERTY TOUR" logo.

 

2 - Piazza Monte Grappa

 

2 - Piazza Monte Grappa

 

La prima tappa è piazza Monte Grappa, la piazza più importante di Varese, da questo punto puoi visitare il centro di Varese con i suoi monumenti, bellissimi negozi, ristoranti meravigliosi e pub, ma noi suggeriamo di scendere a questa fermata alla fine del nostro tour.

Piazza Monte Grappa è una piazza costruita nel 1920 ed è il cuore della vita di Varese, il nostro pullman Liberty fermerà qui anche al ritorno per permettere ai passeggeri di visitare il centro della città giardino.

 

We arrive in "piazza Monte Grappa" the main square in Varese, from this point you can visit Varese Downtown, with its important monuments, luxury shops, amazing restaurants and pubs, but we suggest to hop off the bus in this stop at the end of our tour.

Piazza Montegrappa is a square built in 1920  and it is the heart of Varese Life, the liberty tour coach will stop here also in the return allowing the passengers to visit the Varese downtown.

3 - Giardini Estensi

3 - Giardini Estensi

 

I Giardini Estensi sono il giardino più sorprendente di Varese: in una magica atmosfera i cittadini di Varese possono passare i loro pomeriggi estivi tra un mix di arte e natura.

Il palazzo venne progettato dall’architetto Giuseppe Bianchi e venne completato nel 1760. Divenne la residenza, dopo l’acquisto nel 1765, di Francesco 3° d’Este, duca di Modena che fu anche il governatore austriaco della Lombardia.

Oggi il palazzo ospita l’amministrazione civica del consiglio comunale locale, conferenze e concerti. Nel Maggio 2010 ospitò un incontro di Ministri durante il G6.

 

The Giardini Estensi are the most amazing garden of Varese, in a magic atmosphere people of Varese can spent their summer afternoon, in a mix of art and nature.

The palace was designed by architect Giuseppe Bianchi and was completed in 1760. It became the home, by purchase in 1765, of Francesco III d'Este, Duke of Modena who was also Austrian governor of Lombardy.

Today, the palace houses the civic administration of the local municipal council and hosts conferences and concerts. In May 2010 it hosted a meeting of G6 Interior Ministers.

4 - Villa Recalcati - LIBERTY POINT

4 - Villa Recalcati - LIBERTY POINT

 

Villa Recalcati sorge a Casbeno, è una magnifica dimora nobiliare settecentesca che si affaccia sulle splendide rive del Lago di Varese. Fu costruita come una delle tante residenze estive delle ricche famiglie milanesi che venivano a trascorrere la stagione sul lago. Attualmente sede della Provincia di Varese e della Prefettura.

Il primo nucleo della Villa risale alla fine del ‘600. Il primo insediamento, caratterizzato in senso di villa rurale, fu ingentilito nei tratti ed arricchito negli arredi nel corso del XVIII secolo, aderendo all’ideale bucolico del secolo del rococò.

Entro la fine dell’800, la Villa passò di mano prima a Don Giuseppe Melzi e poi a Giovanni Battista Morosini, finchè nel 1874 essa venne tramutata in uno dei più lussuosi e rinomati alberghi del Nord Italia, il Grand Hotel Excelsior.

Varese fu durante la Belle Epoque, un importante centro turistico, richiamando visitatori elitari, attirati dagli scenari naturali e dalle riunioni ippiche. Si confermava in quegli anni il ruolo di primo piano della città nel panorama mondano italiano, come meta del turismo di lusso.

Stante la necessità di maggiore spazio, il corpo della Villa venne notevolmente accresciuto.

Questa età dell’oro varesina subì un brusco arresto con la recessione seguita al primo conflitto mondiale: l’Hotel dovette dichiarare fallimento nel 1927 e dal 1931 la Villa divenne proprietà della Provincia di Varese, che vi collocò la propria sede.

Il parco stesso è motivo decorativo per questo bellissimo edificio; aderendo al gusto dell’epoca, il giardino venne arricchito di una grotta, fontane e statue, che ne facevano la tipica dimora di delizie nobiliare.

Nell’800 il parco subì una trasformazione in senso romantico, ad opera di Enrico Combi, che si ispirava maggiormente agli stilemi del giardino all’inglese, il quale risultava molto più naturale e solo apparentemente incolto.

Il passaggio del complesso alla Provincia comportò un lungo periodo di abbandono per il parco, che solo nel 1997 venne restaurato all’antico splendore ed aperto al pubblico.

 

Villa Recalcati rises to Casbeno, it is a magnificent eighteenth-century noble abode that leans out on the splendid shores of the Varese Lake. It was one of the many residences of the rich Milanese families that came to spend the summer season on the lake. Currently is the headquarter of the Varese Province and the Prefecture.

The first nucleus of the Villa date back to the end of the '600. The first installation, characterized in sense of rural villa was refined in the lines and enriched during the XVIII century, sticking to the bucolic ideal of the rococò century.

Within the end of the 800, the Villa passed to Don Giuseppe Melzi and then to Giovanni Battista Morosini, as long as in 1874 it was transformed in one of the most luxurious and famous hotels of the North Italy, the Grand Hotel Excelsior.

Varese was during the Belle Epoque, an important tourist center, calling elitist visitors, attracted from the natural sceneries and from the horse reunions. It was confirmed in those years the importance of the city in the Italian worldly panorama as destination of the luxury tourism.

Because of the necessity of a bigger space, the body of the Villa came notably increased.

This gold age for Varese suffered an abrupt arrest with the recession, a consequence of the first world conflict: the hotel was obliged to declare failure in 1927 and from 1931 the Villa became headquarter of the Varese Province.

The park is a decorative motive for this beautiful building; sticking to the taste of the epoch, the garden was enriched of a cave, fountains and statues.

In the 800 the park suffered a transformation in a romantic sense, thanks to Henry Combi, that was mostly inspired to the stilemis of the English garden.

The passage of the complex at the Province involved a long period of abandonment for the park, that only in 1997 was restored to the ancient shine and open to the public.

5 - Grand Hotel Palace - LIBERTY POINT

5 - Grand Hotel Palace - LIBERTY POINT

 

L’edificio è situato sul colle Campigli dando ai suoi ospiti l’opportunità di godere della meravigliosa vista della catena del Monte Rosa, della città e del lago di Varese. Due campi da tennis, la piscina all’aperto e il secolare e enorme parco garantiscono di passare uno splendido soggiorno di relax.

Uno dei migliori esempi dello stile Liberty dell’area, crea un’atmosfera da altri tempi, ma con servizi pensati per i turisti che viaggiano e lavorano oggigiorno.

La cucina del Palace Grand Hotel soddisfa le richieste e i gusti di clienti nazionali e internazionali offrendo ospitalità durante banchetti, feste e cene romantiche per due. Il ristorante è stato pensato con particolare gusto e può offrirti l’attenzione al particolare che stai cercando durante una cena romantica, pranzi di lavoro o importanti banchetti.

 

The structure is situated on the top of the Campigli Hill giving the Guests the opportunity to enjoy the magnificent views of the Chain of the Rosa Mountain, as well as of the City and of the Lake of Varese. Two tennis courts, the open-air swimming pool and a huge secular park enable hotel’s guests to spend a pleasant holiday in relax.

One of the best manifestations of the Liberty style of the area, creates an atmosphere of other times with equipments and services conceived for those who travel and work nowadays.

The Palace Grand Hotel Haute Cuisine fully satisfies the requests of national and international tastes giving hospitality to banquets, parties and romantic suppers for two. The restaurant has been planned with particular attention and can offer the great refinement you are looking for, whether in a romantic supper or in a business lunch or in important banquets.

6 - Funicolare - LIBERTY POINT

6 - Funicolare - LIBERTY POINT

 

Alla fine, dopo qualche anno di lavoro e di controlli tecnici, il 29 Luglio del 2000, con la presenza delle autorità locali, venne inaugurato il primo ramo della funicolare di Varese. I primi mesi videro una grande affluenza (circa 100.000 visitatori in 6 mesi!). Così venne deciso di tenere la struttura aperta ogni giorno dalle 7,00 alle 20,00. Ma nel frattempo si dovette completare il lavoro per assicurare la sicurezza e lo sviluppo della galleria Gaggio e la strada che portava alla stazione dalla valle. Inoltre, nonostante il boom di partecipazione, gli utilizzatori si lamentavano che raggiungere la funicolare era una vera “Odissea”; infatti, fino al 2002, per andare alla stazione Vellone era necessario andare con la linea “C” fino al Piazzale Montanari, da lì bisognava passare attraverso il tunnel a piedi e quindi salire sul pulmino che ti portava alla stazione. Alla fine, dopo questi due cambi era possibile salire sulla funicolare.

 

Nel 2003, allora lo stabilimento venne chiuso per volere del Consiglio Comunale che decise di iniziare e alla fine completare il lavoro per l’espansione della galleria Gaggio  e della strada d’accesso una volta percorsa dai tram della città. Questa chiusura determinò anche un poco di sollievo  per i commercianti del Sacro Monte, perché essi vedevano la funicolare come la causa della diminuizione dei turisti che persisteva.

 

Dopo due anni di lavoro, nei primi mesi del 2005, la funicolare riaprì i lavori e alla fine i bus della città poterono avere accesso alla galleria Gaggio e arrivare direttamente alla stazione della valle; la strada d’accesso venne realizzata per permettere l’accesso dei bus ogni due minuti per ogni direzione di viaggio: la strada è molto stretta e permette il passaggio dei bus in una sola direzione, così venne creata una piccola piazza al centro del percorso e attraverso un sistema di semafori venne controllato il traffico, con la possibilità di incrocio dei bus in questo luogo. Questo include l’accesso di bus privati nel tunnel Gaggio e la strada che porta alla stazione, sebbene fino ad ora non è mai stata aperta

 

 Finally, after a few years of work and after technical inspection , July 29, 2000 , with the presence of all the local authorities , was inaugurated the first branch of the funicular of Varese. The first few months of the year saw a spike in attendance ( it came to 100,000 visitors in six months! ). So that it was decided to keep the facility open every day from 7.00 to 20.00.But in the meantime you had to complete the work for the safety and the expansion of the gallery Gaggio and the road that led them to the station in the Valley. Moreover, despite the boom of access, users complained that reach the funicular was a real " Odyssey " ; in fact , until 2002, to go to the station Vellone was necessary to come with the trunk line "C" up to Piazzale Montanari , from there you had to go through the tunnel on foot and then hop on a shuttle that led to the station. Finally , these two changes was made possible get on the funicular.

In 2003, then it was closed the plant because the City Council, the usual bureaucratic problems solved Italian , decided to start and finally complete the work for the expansion of the gallery Gaggio and the access road to the station once traveled from city trams . This closure led ( purtroppo! ) also a bit ' of relief to the traders of the Sacred Mountain , because they saw the funicular as the cause of a decrease of tourists who persisted .

After about two years of work, in the early months of 2005, the funicular reopened exercise , and finally the city buses could access the gallery Gaggio and arrive directly at the valley station ; the access road has been realized in order to allow access to a bus every 2 ' for each direction of travel: the track is very tight and allows the passage of the bus in one direction, and then it was created a small square at the center of the path and through a system of electronic traffic lights is adjusted by the movement , with the possibility of " crossing " of the bus in this pitch to destination route. Even this also includes access to private buses in the tunnel Gaggio and the road leading to the station, although until now it has never happened .

7 - Birrifico Angelo Poretti - LIBERTY POINT

7 - Birrifico Angelo Poretti - LIBERTY POINT
La birreria Poretti induce a parlare di uno stile artistico, il Liberty, ma anche un modo affascinante di fare industria, pioneristico e dai molti rischi oggi piuttosto obsoleto.
La birreria Poretti è stata letteralmente inventata e realizzata da Angelo Poretti alla fine del 1800 in Italia, quando la birra era praticamente tutta di importazione. Angelo Poretti è nato a Vedano Olona, da giovane si è trasferito in Europa centrale (Germania, Austria, Boemia), ha fatto strada passando lavorando da operaio ad imprenditore delle ferrovie. Intorno al 1876 decise di tornare in Italia con la moglie boema Franziska Petrzilka; accompagnato da un mastro birraio, Emanuel Anger della Pilsen, con l'idea di produrre una birra italiana.  Poretti decise di stabilire la sua fabbrica in Valganna, comprò un’area abbandonata, macchinari e materie prime (tra cui il luppolo di Boemia). La scelta non è stata casuale: ci sono vicini laghi a Ganna, Ghirla preziosi per la produzione di ghiaccio invernale e, soprattutto, c'era la risorsa più importante per una buona birra: fonti d’acqua purissima.L’idea ebbe subito successo, procurando ottime vendite immediatamente. Se l'idea iniziale fu un successo, non da ultima l'intuizione fu poi di espandere l'insediamento chiamando gli architetti tedeschi Bihl e Woltz, che utilizzarono lo stile Jugendstil per coniugare l’arte e la tecnologia industriale. Il progetto fu completato nel 1912, senza che Poretti potesse vederlo (morì nel 1901).

 

Speaking about the brewery Poretti (purchased some years ago by the Danish giant Carlsberg) leads to talk of an artistic style, the Liberty (Varese Varese and generally retain good evidence), but also a fascinating way of making industry, pioneering and from the many risks, rather obsolete today. The brewery Poretti was literally invented and created by Angelo Poretti in the late 1800s in Italy when the beer was pretty much the whole import (other than our own attempts had ended miserably). Angelo Poretti was born in Vedano Olona young but he left for Central Europe (Germany, Austria, Bohemia), made its way up as a laborer and worker to become contractor of railways. Around 1876 he decided to return to Italy with his wife Bohemian Franziska Peterzilka; accompanied him on a brewmaster Emanuel Anger of Pilsen, the idea was to produce an Italian beer. Poretti Induno Olona chose to establish his factory, he bought an abandoned area and had come from outside of machinery and raw materials (including Bohemian hops). The choice was not random: there were nearby lakes and Ganna Ghirla valuable for the production of winter ice and above all there was the most important resource for a good beer: water with the natural source of the "fountain of sick. " The idea was immediately successful by providing excellent sales soon. If the initial idea was a success, not least the intuition was later to expand the early settlement by calling the German architects Bihl and Woltz, who used the Jugendstil style perfectly combine art and industrial technology. The project was completed in 1912 without Poretti could see it made (he died in 1901).

8 - Villa e Collezione Panza - FAI

8 - Villa e Collezione Panza - FAI

 

Circondata da splendidi giardini di 33.000 metri quadrati, Villa Menafoglio Litta Panza si affaccia sulla città di Varese dal colle di Biumo Superiore.

La residenza è stata costruita intorno alla metà del XVIII secolo su una esistente "casa nobile", su ordine del marchese Paolo Antonio Menafoglio, uomo di mondo ed abile banchiere con interessi a Milano e Modena.

Il piano ad "U" tipico delle residenze barocche, con il cortile rivolto verso le aree pubbliche, è stata invertita qui, con la nuova Corte d'Onore costruita di fronte ai giardini piuttosto che all'ingresso principale, e, quindi, per aumentare l'intimità, l’atmosfera isolata delle cosiddette "ville di delizia".

La villa passò più volte di mano in seguito alla morte del marchese nel 1769, e nel 1823, è stato acquistato dal duca Pompeo Litta Visconti di Arese, discendente di una delle famiglie più illustri e ricche di Milano, che ha ordinato un nuovo lavoro sulla Villa da effettuarsi da Luigi Canonica, allievo del Piermarini e architetto di Stato in epoca napoleonica. La sua era una mano raffinata per la costruzione di una nuova sala di ricevimento, così come l'ala di servizio, che comprende le scuderie e la rimessa per carrozze.

I giardini sono stati ridisegnati "in stile inglese", con vaste aree verdi e luoghi romantici come il laghetto e la collina con la sua cantina di ghiaccio completa di tempietto in stile classico sulla parte superiore.

Dopo un periodo di abbandono, il complesso di Biumo fu acquistato nel 1935 da Ernesto Panza di Biumo, che ha iniziato importanti lavori di ristrutturazione della Villa, affidando l'incarico all'architetto Piero Portaluppi. Di particolare importanza è stata la creazione del piccolo cortile prospiciente Piazza Litta, così come un secondo parterre.

Quando Ernesto Panza morì, la villa di Biumo è passata ai suoi quattro figli: Giulia, Alessandro, Giuseppe e Maria Luisa. Dei quattro, è stato Giuseppe che ha trascorso più tempo in Villa; la adorava, tanto che divenne strettamente associata con la sua collezione di arte contemporanea di fama mondiale, parte della quale è ora visitabile in un certo numero di importanti musei del mondo.

Nel 1996 Giuseppe Panza ha deciso di donare l'intera proprietà al FAI, con l'obiettivo di preservare per i posteri non solo la sua casa, ma anche la vasta collezione di opere d'arte presenti in Villa, un vero e proprio tesoro europeo dell'arte americana che fino ad oggi è riconosciuto come uno dei migliori esempi del patrimonio culturale della seconda metà del XX secolo.

Il complesso, aperto al pubblico nel settembre 2000 a seguito di importanti lavori di restauro, ospita anche mostre che sono riconosciute di importanza internazionale.

 

Surrounded by splendid gardens measuring 33,000 square metres, Villa Menafoglio Litta Panza  overlooks the city of Varese from the hill of Biumo Superiore.
The residence was built around the mid-18th century over an existing “noble home”, on the orders of the Marquis Paolo Antonio Menafoglio, a lively man of the world and an able banker who had interests in Milan and Modena.

The "U" shape plan typical of Baroque residences, with the courtyard facing towards the public areas, was inverted here, with the new Court of Honour built to face the gardens rather than the main entrance, and, thus, to enhance the intimate, secluded atmosphere characteristic of the so-called “villas of delight”.

The villa changed hands several times following the death of the marquis in 1769, and in 1823, it was purchased by Duke Pompeo Litta Visconti Arese, a descendent of one of the most illustrious and wealthiest families in Milan, who ordered new work on the Villa to be carried out by Luigi Canonica, a pupil of Piermarini and State Architect during the Napoleonic era. His was the refined hand behind the construction of a new Reception Hall, as well as of the service wing, comprising the stables and the carriage house.

The gardens were redesigned "in the English style", with vast green areas and romantic spots such as the little lake and the hill with its ice cellar complete with classical-style tempietto on top.

After a period of neglect, the Biumo complex was purchased in 1935 by Ernesto Panza di Biumo from Milan, who began significant renovation work on the Villa, entrusting the task to the architect Piero Portaluppi. Of particular importance was the creation of the small courtyard looking onto Piazza Litta, as well as a second parterre.

When Ernesto Panza died, the Villa in Biumo went to his four children: Giulia, Alessandro, Giuseppe and Maria Luisa. Of the four, it was Giuseppe who spent the most time there; he loved the Villa so much that it became closely associated with his world-famous contemporary art collection, part of which is now displayed across a number of the world’s leading museums.

In 1996 Giuseppe Panza decided to donate the whole property to FAI, with the aim of preserving for posterity not only his home, but also the vast collection of fine artworks housed there, a veritable European treasure chest of American art that to this day is recognised as one of the very finest examples of the cultural heritage of the second half of the 20th century.

The complex, opened to the public in September 2000 following major restoration work, also hosts exhibitions that are acknowledged as being of international importance.